Nasce il Manifesto di AltreCase: “Mi Casa Es Tu Casa”

Il 24 settembre, nella sede di Altrimodi in via Montemagno a Torino, si sono ritrovat* l* coabitanti di AltraCasa Galliari e AltraCasa Garibaldi. Con loro c’erano anche alcun* ex coabitanti, che le AltreCase le hanno abitate negli anni passati. L’occasione era la chiusura di un percorso cominciato in primavera: Mi casa es tu casa, il mazzo di chiavi dell* coabitante – il manifesto scritto dall* coabitanti, presentato nella sua versione definitiva. Prima è stato letto da tutt*, poi è stato firmato.

Per AltreCase, le coabitazioni giovanili solidali che Altrimodi promuove a Torino, quella firma è il punto d’arrivo di un percorso di co-design. Di seguito pubblichiamo il testo integrale: dieci principi scritti da chi la coabitazione la vive ogni giorno.


Tutto è cominciato il 27 maggio 2026, con un workshop di co-design a cui hanno partecipato undici coabitanti delle due case. Da una trentina di proposte il gruppo ha scelto dieci valori condivisi. Ognuno è stato legato a un episodio reale di vita in casa e riscritto a più mani, fino a diventare un principio. Per questo ogni principio porta il nome di un gesto domestico: bussare prima di entrare, lasciare un caffè a chi arriva, fare spazio a chi è diverso da noi.

Nei mesi successivi il testo è stato rivisto e impaginato, fino alla versione presentata il 24 settembre. Il manifesto è scritto in prima persona, tra un “io” e un “noi”, e ogni principio si chiude con una promessa. Firmarlo significa riconoscersi in quelle parole e impegnarsi a rispettarle, insieme alle persone con cui si divide la coabitazione.


Il titolo, Mi casa es tu casa, è nato durante il workshop: tra le proposte scritte sui post-it è quella che ha messo d’accordo tutt*. Il sottotitolo, Il mazzo di chiavi dell* coabitante, suggerisce come leggerlo: dieci chiavi, ognuna utile in un momento diverso della vita in comune.

Ogni principio parte da uno dei dieci valori scelti dal gruppo e lo attraversa in tre movimenti. C’è l’io, che dà al valore un significato: “Il mio rispetto è riconoscimento”. C’è il tu, a cui quel valore si rivolge: “voglio trattarti con dignità, mettendomi nei tuoi panni”. E c’è il noi della casa: “Nella nostra casa il rispetto crea sicurezza, perché ci impegniamo a custodire gli spazi comuni”. Dal singolo alla relazione, dalla relazione alla vita in comune: la struttura rispecchia la vita in coabitazione, dove ogni scelta individuale ha effetto su qualcun* altr* e, attraverso le relazioni, sulla casa intera.


Abito qui, proprio come te. Condividiamo una cucina, un ingresso e un pezzo di vita. Probabilmente veniamo da posti diversi, abbiamo abitudini diverse e sogniamo cose diverse. Eppure siamo qua, sotto lo stesso tetto, e quello che facciamo ogni giorno, per noi e per gli spazi che condividiamo, conta. Questo manifesto nasce da quello che ho imparato abitando con te e con chi è venut* prima di te, e da quello che voglio che questo posto sia. L’ho scritto perché queste mura possano essere un posto in cui tornare volentieri e che possiamo chiamare casa, sia io che te. Da chi coabita, a chi coabita e coabiterà AltreCase.


Mi casa es tu casa si rivolge a chi abita oggi le AltreCase e a chi le abiterà. Più che fissare regole, mette per iscritto l’esperienza di chi c’è e chi c’è stat*, perché chi arriva possa leggerla, riconoscersi e, un giorno, riscriverla. È lo stesso spirito del toolkit Ancora Casa, da cui questo percorso è partito: strumenti pensati per passare di mano, da un gruppo di coabitanti al successivo.


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