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AltreCase 2026
Mi casa
es tu casa
Nel 2026 AltreCase ha compiuto sette anni. Abbiamo scelto di ripercorrerli insieme a chi li ha vissuti, in un percorso co-progettato, per capire che cosa lascia l’esperienza di una casa condivisa.
Dal 2019 ascoltiamo le voci di chi abita le AltreCase. Nel 2026 le abbiamo ascoltate ed elaborate insieme, in tre tempi.
Dalle prime interviste al toolkit Ancora Casa, le voci raccolte negli anni: scopri il progetto AltreCase
01
Confrontarsi
Il focus group
Coabitanti di oggi e di ieri si sono confrontat* su che cosa lascia l’esperienza di coabitazione in AltreCase: i valori incontrati, le sfide affrontate, ciò che hanno imparato. E sul ruolo che, lungo il percorso, ha avuto l’équipe.
14
coabitanti e ex-coabitanti
4
aree di confronto
Condotti dallo psicologo clinico Federico Marcolini con Andrea Cicogna e Manuela Airaudi.
Come si è svolto il focus group
«L’aspettativa con cui una persona si approccia ad un contesto nuovo dà la misura della traiettoria con cui la si vive.»
Federico Marcolini, psicologo clinico
Chi ha cercato attivamente la coabitazione ne porta via soprattutto la ricchezza. Chi ci è arrivat* per necessità ha incontrato più fatica.
02
Raccontarsi
Messaggi in bottiglia
Alla fine di ciascun incontro ogni coabitante ha lasciato un messaggio a sé stess* del primo giorno in AltreCase.
IL MANIFESTO
Ogni principio nasce da un gesto quotidiano e porta con sé un valore e un impegno, per sé e per la casa. Aprilo per leggerlo.
Io. Il mio rispetto è riconoscimento: voglio trattarti con dignità, mettendomi nei tuoi panni e prendendo in considerazione le tue esigenze.
Noi. Nella nostra casa il rispetto crea sicurezza, perché ci impegniamo a custodire gli spazi comuni e a mantenere confini gentili anche con chi conosciamo bene.
Io. La mia responsabilità è consapevolezza: voglio riconoscere e fare la mia parte, per il tuo benessere.
Noi. Nella nostra casa la responsabilità crea equilibrio, perché ci impegniamo a presentarci, ad ammettere quando sbagliamo e ad essere presenti nei momenti condivisi importanti.
Io. La mia comunicazione è coraggio: voglio trovare le parole per dirti come mi sento, anche quando è difficile.
Noi. Nella nostra casa la comunicazione crea scambio, perché ci impegniamo a parlare di persona e a far sapere i nostri bisogni e desideri prima che diventino silenzi o conflitti.
Io. Il mio ascolto è vera presenza: voglio guardarti negli occhi senza superficialità, impegnandomi a comprendere a fondo ciò che stai cercando di comunicarmi.
Noi. Nella nostra casa l'ascolto crea comunità, perché ci impegniamo ad accogliere prospettive diverse e le difficoltà dell* altr*.
Io. La mia cura è attenzione: so avere riguardo per te e i nostri spazi, custodendo la tua serenità come fosse la mia.
Noi. Nella nostra casa la cura crea abbondanza, perché ci impegniamo, con un caffè lasciato per chi arriva o una cucina pulita per chi cucinerà dopo, a contribuire ad un benessere che appartiene a tutt*.
Io. La mia empatia è accoglienza: voglio allontanarmi dalla mia prospettiva per abitare la tua, dando valore ai tuoi vissuti personali.
Noi. Nella nostra casa l'empatia crea comprensione perché ci impegniamo ad accogliere i percorsi di tuttə senza alcun giudizio.
Io. La mia condivisione è generosità: voglio dividere con te spazio, tempo e, se me la sento, anche un pezzo della mia storia.
Noi. Nella nostra casa la condivisione crea vicinanza, perché ci impegniamo a tendere la mano a chi ne ha bisogno e a ricambiare ciò che riceviamo, senza che nessun* debba dare più di quanto si senta.
Io. La mia flessibilità è adattamento: voglio uscire dalla mia comfort zone e venirti incontro, anche se significa stare scomod*.
Noi. Nella nostra casa la flessibilità crea ponti, perché ci impegniamo ad essere pazienti, accogliere ciò che è diverso da noi e a lasciare che i nostri mondi coesistano nello stesso spazio.
Io. Il mio arricchimento è curiosità: voglio donarmi a te e ricevere da te, predisponendomi ad imparare dalle tue esperienze di vita.
Noi. Nella nostra casa l'arricchimento reciproco crea crescita, perché ci impegniamo ad ascoltare storie diverse e a lasciarci sorprendere da chi abbiamo accanto.
Io. La mia non esclusione è apertura: voglio fare il primo passo verso di te, rendendoti partecipe e mettendo da parte i miei pregiudizi.
Noi. Nella nostra casa il «non escludere» crea appartenenza, perché ci impegniamo a comprendere e accettare le nostre differenze, lasciando che tutt* possano prendere il proprio spazio.
Gli strumenti di AltreCase
Da chi coabita, a chi coabita e coabiterà
Focus group, messaggi e manifesto si aggiungono alle voci raccolte dal 2019 e al toolkit Ancora Casa.
Ideazione e direzione del progetto
Vassi Deij, responsabile comunicazione di Altrimodi, con l’équipe di Altrimodi
Focus group condotti da
Federico Marcolini, Andrea Cicogna, Manuela Airaudi
Videomaking
Ello Studio
Riprese di Lorenzo Chiavazza e Manuel Maccario
Co-design del manifesto
Vassi Deij e Simona Zavattaro
Con la partecipazione di
Coabitanti ed ex coabitanti di AltraCasa Garibaldi e AltraCasa Galliari
Nel video
Vera Cecconato (psicologa e operatrice sociale di Altrimodi), Federico Marcolini (psicologo clinico), Eleonora La Rotella (coordinatrice educativa di Altrimodi), Danielle, Daye, Elena, Elisabetta, Gabriel, Greta, Israe, Lorenzo, Manuel, Marina, Omar, Rim, Samuele